Mentafredda


il dittatore nudista

6/13/2005

XIX








Accende il furgoncino e resta un po' a tremare nel riverbero dell'aria per il tempo che stai a guardarlo. Poi parte di scatto e si mette in strada con un colpo di clacson. Nessuno che l'abbia notato oltre te.
Gelide le mani le rimetti in tasca e ti incammini stropicciando.
Forse avresi dovuto fermarlo, perché lo sapevi che fine faceva - tu l'hai visto - ma lui ti avrebbe creduto? E poi forse che sono fatti tuoi?
Però perché l'avresti visto, se non per poterlo avvertire, allora - e invece non l'hai avvertito?

Mattina gravida di tragedie e non vuoi sentire, non vuoi vedere, non stamane almeno, ricucite i boccioli per piacere, fate sparir le chiome e seppellite i fiori. Non è aria, davvero, non è aria.

Perché la donna ha questa specie di respiro che non pesca dove peschiamo noi, questo alito che attraversa la sua pelle, e non si riesce a stabilirne peso o colore. Niente del tutto. Un alito metafisico che ne ricalca le forme e le modella come - infine - ella si decida ad apparire.

E invece di sostenere che il 'grosso' del lavoro viene sostenuto 'laggiù dove davvero si rompono la schiena' io dirò che questo 'grosso' non viene affatto svolto, mai. O almeno da nessun singolo. Come nel gioco dei cadaveri eccellenti ognuno aggiunge qualcosa, chi una definizione, chi un'osservazione, chi la descrizione di un nuovo meccanismo... Alcuni, semplicemente, assumono il ruolo di 'pescatori' che trascinate le reti tutta notte, lasciatele scendere per bene nelle profondità dei mari, le tirino a riva la mattina e diligentemente si mettano a separare i pesci dai pescetti e dalle conchiglie e dai cocci. I pesci che saranno solo a prima vista semplici pesci, perché a guardarli meglio non ci si potrà non avvedere che si tratta di pesci che hanno mangiato altri pesci che hanno mangiato altri pesci e così via... E se così non fosse, il pescatore non avrebbe pescato nulla, in quanto i pesci si sarebbero certo estinti prima del suo arrivo. Qualcuno potrà mai dire di aver pescato uno ed un solo pesce? Certamente no. Ogni pesce sarà sempre QUEL pesce e tutti i pesci mangiati nel passato per giungere appunto a QUEL pesce.
E d'altra parte non stavamo parlando di pesci. Questa era una semplice digressione: quindi PUNTO, FINITO.



[Cancellate i pesci dalla vostra memoria, prima di andare avanti]



Nessuna voglia di compromettersi. Sceglie la strada della purezza assoluta senza mangiare senza bere e senza guardare. Il difficile è scansare i suoni. Per quello non c'è vero rimedio. Sono dentro la sua testa alcuni di questi suoni. Non li ascolta affatto: li produce.
Risatine e proposte oscene. Sorrisini. Gemiti.
Vorrebbe un panno nero a volte, per bendarcisi il cervello.
Egli riscrive un canto manicheo.
Riadatta e lima le sillabe: Mazda, Mazda, Mazda.
Il suo stesso corpo - filtra il mondo in pensiero - purezza.

(Vertiginosamente, vertigi - rovi - nosamente. Senza un cruccio che sia davvero un cruccio. L'onda che va e viene al di sopra della spalla. Quella che fa sploc sploc dentro l'orecchio. Il fastidio. La sopportazione. Pur di non muoversi; adesso, io non lo so. Muoversi? Il pungolo in pensieri elettrici che strisciano sulla corteccia, sulla buccia, sulla crosta. Ovattamento generale, ambientale, generazionale. Questo liquido amniotico. Tutto il calore nel quale sono immerso... Non è stato affatto semplice attirarlo su di me. Me ne accorgo solo adesso, che mi si prospetta uno spostamento.
Ma posso affrontare davvero un'ennesima tappa? Non mi sembra affatto lampante. Conseguente da cosa poi? Io vorrei pensarci un momento.)

Ed anche i suoi delitti, quelli li ha rubati il silenzio in cui i suoi occhi luccicavano, senza alcuna causa plausibile, senza alcun ritegno, in-vero, e senza sentiero. Ed allora davvero, ma davvero davvero.

Oppure qualcuno ha mentito, spudoratamente ha mentito. Io non ricordavo da tempo un letto così freddo - da dare quasi quel senso di bagnato. Sagome arancioni sul muro bianco.

Non ricordo affatto chi abbia sognato, non rammento.
Ma spudoratamente mentiva. Questa è l'unica cosa.

Dici che ancora potrebbe durare a lungo? Dici che sia meglio così? Però ecco, è che io lo vorrei almeno sapere... Tanto per non cadere in trappole di facili aspettative. Perché non dirlo subito? Pensi che tutto questo silenzio possa aiutarmi a sognarlo di nuovo? Pensi che possa funzionare davvero? E perché stavolta sì?

Ma adesso basta di fare domande, per oggi hai già fatto tutte le tue figure più meschine: ora puoi anche riposare: davvero, tranquillo, nessuno ti dirà più niente.
posted by Prikedelik 2:48 AM

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