Mentafredda


il dittatore nudista

12/05/2003

XVII




Eppure all’ambasciatore sembrò quasi tutto a posto - anzi - si aspettava di peggio: “Molto molto molto peggio” come confidò al suo aiutante.
“Forse ce la caveremo in un paio d’ore appena.”
Dopotutto non si vede una goccia di sangue in giro. Non ci sono mani o piedi staccati o sparpagliati ovunque, nessuna donna che piange, nessun bambino con gli occhi vuoti, nessun fuoco di bivacco o cingolato in fiamme, nessun fumaccio nero.
“Stavolta non dovrebbe essere così tremendo.”
“Se lo dice lei, signore...”
L’aiutante cercava indizi più concreti.
“Vede signore, qui si tratta di una bomba sonica: gli effetti sono molto diversi dal solito...”
“Per esempio?”
“Qui per esempio, SIGNORE.”
“Si?”
“Cosa ne pensa di questo?”
Chiese additando una sagoma nera sul muro.
Un uomo che spingeva una carriola. Accanto un cane, un pollo, due polli. A destra la sagoma di un bambino seduto per terra.
L’ambasciatore li aveva visti subito. Aveva pensato che fossero murales. Le baracche ne erano piene.
“Mica saranno quelli i cadaveri?”
“I fotoreporter ne andranno MATTI, signore.”
“Ma... Uh... Non si potrebbero cancellare?”
Disse portandosi l’indice alla bocca, cominciando appena a mordicchiarlo. Il suo sguardo corse attorno. Adesso che ci faceva caso.
Donne. Animali. Bambini. Polli.
“Magari si può dare una bella riverniciata...”
“Prego, signore?”
“Dico... Uh... PRIMA che arrivino i fotografi.”

Ma soprattutto questa ricorrente mancanza di testimoni.
Nessuno che scampi, nessuno che avesse commissioni da sbrigare in paese, nessuno che avesse visite da compiere altrove, nessuno che scampi, mai.
Le fattorie vengono annullate intere - al completo - a pieno carico - senza congiunti o colleghi che vaghino in cerca dei loro parenti - o referenti.
E’ questo il dato eccezionale.
La dimostrazione dell’impossibilità che tutto ciò stia in effetti accadendo. Si tratta di coincidenze assurdamente complicate e difficili da seguire - e non è proprio possibile, no, che si tratti di un caso.
In nessun caso MAI che sia scampato un parente.
Per esempio quest’ultimo caso: a consultare la lista dei dispersi si nota subito: comprensiva di fratello del fattore, residente in Svizzera e PER CASO - un viaggio d’affari qui vicino - fermatosi a dormire per una sola notte QUESTA notte alla fattoria.
Ma almeno di lui si sapeva da un paio di giorni (confermato dalla segretaria) che si sarebbe fermato dalla sorella - anche se solo da un paio di giorni.
Ma Bet?
La più piccola delle nipoti. Dormiva giù in paese in una stanza sopra il negozio, di solito.
Ma ieri sera era a cena qui. E la sua auto è ancora posteggiata nell’aia con la batteria scarica.
Vicino al telefono c’è un foglietto con su annotato il numero dell’elettrauto - sul comodino di Bet la sveglia è puntata alle nove - apertura degli esercizi, del suo e di quello dell’elettrauto. Se avesse voluto aprire il suo, la sveglia sarebbe stata puntata alle otto e trenta - il tempo almeno di arrivare giù in paese - ed avrebbe voluto, sicuro, se avesse potuto.
Ma prima voleva chiamare l’elettrauto.
Solo per un guasto si fermò a dormire.
Anche lei PER CASO.

Polli. Polli. Una mucca pure. Altri uomini al lavoro.
“Cos’era questa? Una fattoria?”
“Si signore, una fattoria.”
“Ma perché qui?”
“Nessuno lo sa, signore. Queste cose arrivano e basta. Queste bombe - voglio dire.”
L’ambasciatore si spinse l’indice ben dentro la bocca. Provò a disincastrare il bacon che recava tra incisivo e canino.
“Ecco il manufatto!”
Esclamò l’aiutante poco distante. In piedi accanto ad una capsula nera. Chino, sulla capsula nera.
“Ci sono le scritte di cui si parlava, dentro?”
“Sì. Sempre quegli strani geroglifici!”

Percorse la curva in velocità; sollevando appena le ruote di destra dalla rotaia. Vibrante e velocissimo e scorrevole, scorrevole, scorrevole!
Il carrello non ha dei controlli specifici, a parte le generali misure di gravità cui è sottoposto tutto il pianeta; niente di niente, se non una leva per frenare.
Il risucchio le animava i capelli in avanti, come a precederla nel nulla.
Non si riusciva a prevedere il percorso che fino ad una ventina di metri. Troppo intricato. Troppe rotaie che svoltano tutte assieme una sotto l’altra attraverso l’altra sopra, tutte senza eccezioni, a questo punto della matrice.
Siamo troppo vicini al bordo, qui, per metterci a scherzare. Non si ammettono distrazioni, qui.
E questo non è un consiglio / proverbio / ordine / preghiera. E’ una semplice constatazione. Non c’è bisogno d’alcuna sanzione, d’alcuna forza, a parte le generali misure di gravità cui è sottoposto tutto il pianeta.

Come può il caso essere così sistematico?
Come può il caso, in questo particolare caso, continuare ad esser chiamato caso?
Non è il caso?
Non è un caso?

posted by Prikedelik 4:23 AM

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