Mentafredda


il dittatore nudista

12/02/2002

XIV






Sappiamo del cane in quanto ringhiare, in quanto mantello bianco sbilenco, bucato, rattoppato.
Lo possiamo osservare la mattina, che dorme sotto un camion.
Possiamo ben vedere, tutti, le sue palle lucide che prendono aria. Il suo buco del culo nero come il carbone.
Perché nessuno ne parla?
Non posso essere l’unico a farci caso.
Nessuno ne parlerebbe.
Questa è solo una PROVOCAZIONE.
Ma li avete visti pure voi, quei genitali gocciolanti, grotteschi, dondolanti, neri.
Soprattutto NERI.

Non ci sono momenti, nè alti nè bassi, non si può ridurre a questo, davvero. Non c’è nessuna equazione che permetta il confronto, nessuna equazione possibile.
Sfilacciarsi non è mai stato più dolce di così. Non ci sono più anelli in catena, nessuna Filomena.
Giusto una preghiera.

(Cazzo cazzo cazzo)

E continuiamo allora con qualche scurrilità:
la sua cappella in fiore che erutta gelido e candido cosa? Quello naturalmente. Il suo liquido pregiato. La sua essenza più privata.
E dicono che non sempre abbia lo stesso colore; a volte più a volte meno perlato.





posted by Prikedelik 11:42 AM


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